L’Unione Sindacale di Base esprime la propria solidarietà militante al popolo cubano, ai lavoratori e alle lavoratrici di Cuba e alla Rivoluzione socialista, oggi sotto attacco attraverso una feroce guerra economica, finanziaria e politicacondotta dall’imperialismo statunitense e sostenuta dai governi occidentali.
La situazione cubana va inquadrata nella crisi strutturale del capitalismo globale, che si manifesta con l’aumento delle disuguaglianze, la precarizzazione del lavoro, la distruzione dei diritti sociali e il ricorso crescente alla guerra – militare ed economica – come strumento di dominio. In questo contesto, Cuba è colpita non per ciò che “non funziona”, ma per ciò che continua a funzionare fuori dalle logiche del profitto.
Il blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti da oltre sessant’anni rappresenta una vera e propria aggressione diretta alla classe lavoratrice cubana, volta a colpire salari, condizioni materiali, servizi pubblici e capacità produttiva del Paese. È una guerra contro il lavoro e contro i diritti sociali, condotta con strumenti economici e finanziari, con l’obiettivo di piegare il consenso popolare e smantellare le conquiste della Rivoluzione.
Un esempio concreto e inequivocabile della differenza tra il modello capitalistico e quello socialista cubano è stato dato durante la pandemia di Covid-19 nel 2020. Mentre in Italia, uno dei Paesi più industrializzati del mondo, migliaia di lavoratori e anziani morivano anche a causa di decenni di tagli alla sanità pubblica, privatizzazioni e precarizzazione del lavoro sanitario, Cuba – una piccola isola sottoposta a blocco – ha inviato i propri medici in Italia.
I medici cubani sono arrivati in Lombardia, una delle regioni più ricche e sviluppate dell’ottava potenza economica mondiale. Un fatto che smaschera tutta la retorica occidentale: un Paese socialista, colpito da sanzioni, è stato in grado di praticare solidarietà internazionalista concreta, mentre il capitalismo avanzato mostrava il fallimento del proprio modello sanitario e sociale. Questo non è un gesto simbolico, ma il frutto di un sistema che mette la salute e il lavoro prima del profitto.
USB respinge con forza la propaganda che tenta di attribuire ai lavoratori cubani la responsabilità di difficoltà prodotte dall’esterno. È il capitalismo imperialista a generare povertà, sfruttamento e morte; è il blocco a impedire a Cuba di accedere liberamente a mercati, tecnologie e risorse; è l’ingerenza politica a cercare di rompere l’unità tra popolo, Stato e organizzazioni dei lavoratori.
Nonostante tutto, Cuba continua a difendere un modello fondato sulla centralità del lavoro, sulla proprietà pubblica dei settori strategici, sulla pianificazione economica e sulla garanzia universale di sanità, istruzione e diritti sociali. Un patrimonio costruito dal lavoro collettivo e dalla partecipazione popolare, che rappresenta una conquista di classe e un riferimento per i lavoratori di tutto il mondo.
Come sindacato di classe, indipendente e conflittuale, USB considera la solidarietà con Cuba parte integrante della lotta internazionale contro neoliberismo, imperialismo e guerra, la stessa lotta che conduciamo nei luoghi di lavoro contro precarietà, bassi salari, privatizzazioni e repressione sindacale.
Per questo USB chiede con forza:
· la fine immediata e incondizionata del blocco economico contro Cuba;
· la rimozione di Cuba dalla lista dei Paesi “sponsor del terrorismo”;
· il pieno rispetto della sovranità e dell’autodeterminazione del popolo cubano;
Difendere Cuba significa difendere il diritto dei lavoratori e dei popoli a un futuro fuori dalla logica del profitto.
USB chiama le proprie strutture, le delegate e i delegati, le lavoratrici e i lavoratori, i movimenti sociali e tutte le realtà solidali a trasformare la solidarietà con Cuba in iniziativa concreta: campagne di informazione e contro-informazione sul blocco, momenti pubblici di discussione, presidi davanti alle sedi istituzionali e diplomatiche, iniziative nei luoghi di lavoro e nei territori. È necessario rompere il silenzio e la complicità del governo italiano e dell’Unione Europea, costruire una mobilitazione permanente contro le sanzioni e contro ogni forma di ingerenza imperialista. La difesa di Cuba è parte della lotta contro guerra, sfruttamento e smantellamento dei diritti sociali: una battaglia che riguarda direttamente la classe lavoratrice anche nel nostro Paese.
Cuba non è sola.
La classe lavoratrice internazionale non la lascerà sola.
Unione Sindacale di Base – dipartimento internazionale








